La forma è il contenuto. Intervista a Daria Cecere

La forma è il contenuto. Intervista a Daria Cecere

Daria Cecere, Brand Manager Avangard e Direttrice Creativa di Anàbasis Branding Agency, durante il convegno “La casa del consumatore intelligente” ha presentato al network nazionale le campagne di comunicazione della corporate campana impegnata nell’efficientamento energetico.

Con 10 anni di esperienza nell’ambito della comunicazione pubblicitaria, Cecere è una designer specializzata nella progettazione della brand identity, e aiuta aziende e professionisti ad avere una comunicazione visiva efficace e coerente.

Lei ha da poco presentato la nuova strategia di comunicazione e la campagna stampa 2022 di Avangard con un intervento dal titolo “La forma è il contenuto”. È una parafrasi della celebre frase del sociologo Marshall McLuhan, che diceva che “il mezzo è il messaggio”?

Esattamente

E lei è d’accordo con questa visione?

Non in senso assoluto, ma credo che quando vogliamo comunicare, la forma sia importante tanto quanto il contenuto. Il contenuto, il messaggio è la cosa più importante che abbiamo, ma dobbiamo considerarla come un oggetto prezioso che deve essere recapitato a qualcuno. Se non poniamo abbastanza cura nel trasportarlo – dal mittente al destinatario – rischiamo di distruggerlo, disperderlo. Ecco perché la forma assume per me la stessa rilevanza dei messaggi.
Questo accade non solo con la comunicazione aziendale, di cui io mi occupo, ma anche con la comunicazione one-to-one.

Secondo lei cosa deve rispondere un nostro Advisor quando qualcuno gli chiede cos’è Avangard?

Mi permetta di collegarmi al discorso precedente: non è tanto importante cosa risponde, ma come risponde.
In questa situazione io penso ci siano almeno tre modi differenti per rispondere. Mi rifaccia la domanda per favore:

Cos’è Avangard?

“Avangard è un’azienda che si occupa di efficientamento energetico e di altre soluzioni per il comfort della casa.”
Com’è? Non la trova un po’ scarna, asettica come risposta?

Direi di sì.

Eppure ho detto cosa fa, giusto? Quindi dal punto di vista della trasmissione del messaggio dovrebbe essere corretto: a domanda rispondo. Ma come può reagire il mio interlocutore? Credo che probabilmente taglierà con un laconico “ah, ok”, e il discorso finirebbe lì.

Allora riproviamo: cos’è Avangard?

“Avangard è un’azienda che si occupa di efficientamento energetico e di altre soluzioni per il comfort della casa che io stessa ho utilizzato, e con ottimi risultati!”
Come andava stavolta?

Un po’ meglio.

Questo perché ho aggiunto un’esperienza diretta, che è poi alla base del network.
Ma l’altro come risponde in questo caso?

Potrebbe dire “ah interessante, poi un giorno me ne parla meglio”

Quindi anche in questo caso il discorso non porterebbe a nessun interessamento concreto. Ma c’è un altro modo ancora per rispondere.

Cos’è Avangard?

Avangard è un’azienda che si occupa di efficientamento energetico e di altre soluzioni per il comfort della casa che io stessa ho utilizzato, e con ottimi risultati. Lo spiegano bene in questo cartone animato. Stiamo facendo belle cose insieme, pensi che siamo anche usciti sui vari giornali dell’arma dei carabinieri, sulla rivista L’Imprenditore e ah, dovrei avere qui una copia di Ambiente, ecco gliela lascio. Se le interessa puoi dare un’occhiata al blog destinato agli advisor.

Ecco, così è decisamente meglio perchè quando comunichiamo la forma è il contenuto.

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La nuova campagna stampa (2022)

La nuova campagna stampa (2022)

Quest’anno vogliamo dare spazio al consumatore consapevole.

Arriva la nuova Campagna Stampa Pubblicitaria di AVANGARD dal titolo:
“I consumatori intelligenti hanno case…intelligenti!”

Un genio come Leonardo o Einstein (oppure Bobby Fischer, il più grande scacchista del mondo) non avrebbero avuto dubbi: una casa efficiente, e che consuma poco, è la scelta più intelligente.

Ecco che entrando all’interno delle loro case avremmo trovato il device per la domotica!

Se anche il lettore non vuole essere da meno, puà ridurre enormemente i propri consumi domestici grazie all’efficientamento energetico, facendo bene alla sua famiglia e all’ambiente.

Dove trovo la campagna? L’annuncio stampa è già presente all’interno delle seguenti riviste:

  • IL CARABINIERE (12/2021 e 03/2022)
  • NOI VIGILI DEL FUOCO n.26
  • RIVISTA AMBIENTE (pubblicazione prevista per Marzo 2022)

Mentre la versione digitale per i social è:

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Il linguaggio elettromagnetico dell’acqua. Intervista a Luigi Vantangoli

Il linguaggio elettromagnetico dell’acqua. Intervista a Luigi Vantangoli

Luigi Vantangoli, direttore generale di Atena e ricercatore specializzato in fisica quantistica, ci parla dell’inquinamento elettromagnetico e dell’importanza di elementi naturali come l’acqua.

Dottor Vantangoli, nell’ambito della tavola rotonda “La casa del consumatore intelligente” stiamo affrontando il tema della transizione verso un modello sostenibile, all’interno del quale dobbiamo tenere presenti vari elementi, come le risorse naturali, prima fra tutte l’acqua. Sappiamo che in ATENA vi state occupando molto di questo elemento che è forse il più sottovalutato.

Vorremmo quindi chiederle: quale ruolo gioca l’acqua nell’inquinamento elettromagnetico, e come possiamo servirci delle conoscenze acquisita negli ultimi anni in questo campo all’interno del processo di transizione ecologica?

 

L’acqua è un elemento incredibile, e questo posso dirlo perché per trent’anni mi sono occupato di un suo aspetto poco noto. Nell’ambito del restauro infatti, ci sono le cosiddette patologie murarie causate proprio dall’acqua che invade i muri.

Per venire alla sua domanda, sappiamo che i processi del metabolismo degli esseri viventi non sono di origine chimica ma fisica, e vengono imposti dal linguaggio elettromagnetico delle molecole d’acqua nel nostro corpo.

Queste aggregazioni di acqua avvengono in zone chiamate domini di coerenza e nella loro aggregazione cominciano ad oscillare. Si aggregano in gruppi di diversa dimensione e, a seconda della loro grandezza, questa oscillazione è più rapida o più lenta. Mettendo insieme le zone di aggregazione si crea un linguaggio.

Un linguaggio vero e proprio?

Esatto, pensate che c’è uno scienziato napoletano che ha raccolto la musica dell’acqua; questo linguaggio quindi è musicale ed armonico, di una perfezione assoluta.

E quali sono gli effetti di questo linguaggio sugli esseri viventi del mondo, su di noi?

Gli effetti sono affascinanti: le molecole d’acqua si aggregano creando un campo elettromagnetico definito “auto intrappolato”. Questo campo ci protegge da ogni tipo di inquinamento elettromagnetico, che sappiamo benissimo avere un potenziale dannoso sull’ambiente circostante. Ebbene, l’inquinamento produce danni ai tessuti molli, ma non all’acqua del nostro corpo.

Ci sono degli scienziati che stanno lavorando per dimostrare che le molecole d’acqua, su questo Pianeta, sono in grado di comunicare tra loro sulla stessa lunghezza d’onda che poi, caso strano, corrisponderebbe alla lunghezza dell’Equatore.

Come si può utilizzare questa conoscenza del comportamento dell’acqua in applicazioni pratiche?

Noi di ATENA abbiamo fatto varie esperienze in diversi settori, dall’agricoltura alla biologie, e inizialmente ci occupavamo di programmazione per i nostri dispositivi. 

In agricoltura ci venne spontaneo pensare che “informando l’acqua”, attraverso un sistema vibrazionale, saremmo riusciti a mettere all’interno le informazioni dei pesticidi per agevolare la lotta contro i parassiti.

Col passare del tempo ci siamo accorti che le piante hanno già al loro interno un grande sistema di autodifesa. Le piante sono esseri di una potenza energetica enorme, ma quando vengono allevate in modo intensivo perdono un po’ di queste “memorie” e non riescono più ad impiegarle, nonostante le abbiano ancora incise all’interno del DNA.

E a quel punto cosa avete fatto?

Cinque anni fa abbiamo fatto un cambio di paradigma nello sviluppo dei nostri progetti:  abbiamo smesso di mettere le frequenze nei pesticidi.

Da quel momento in poi abbiamo riscontrato un’ aggressione inferiore in media del 50% da parte di tutti i tipi di parassiti, dagli insetti ai funghi. Questo perché la pianta viene stimolata ad utilizzare ed aumentare le proprie difese.  

Non è l’unico cambio di paradigma che vede, vero?

Direi di no. Una volta mettevamo al centro l’uomo in tutti i progetti, oggi invece al centro dei progetti c’è il denaro. Si è passati dal denaro fisico a quello elettronico ed infine quello virtuale. Anche qui c’è stato un cambio di paradigma.

Infatti al tempo di Tesla e Marconi si parlava di progresso inteso come avanzamento dell’umanità cioè quanto porta all’uomo a progredire socialmente.  Oggi invece si parla di sviluppo, inteso come sviluppo economico.

C’è una citazione di Pasolini ancora attuale che amo particolarmente: “oggi si tende a connettere tutto ciò che è connettibile”.

E’ la via che ha preso lo sviluppo tecnologico: oggi tutto è smart. La maggior parte di queste connessioni avviene per onde radio, satelliti, bluetooth, ecc ecc.

Come influenzano il nostro Pianeta questa mole di connessioni?

In diversi modi. Abbiamo scoperto un campo elettromagnetico naturale che interagisce direttamente con tutta la biologia del Pianeta: si tratta dei “moti stazionari di Schumann”, circa 7.83 hertz (hertz è l’unità di misura internazionale che corrisponde al numero di ripetizioni in un intervallo di tempo di 1 secondo)

E’ un campo elettromagnetico che è rimasto intrappolato quando si è formato il Pianeta Terra e rimbalza in continuazione, con un’onda molto lunga, tra la superficie terrestre e la ionosfera, in una cavità di 70-80 km di spessore. 

Quindi stiamo parlando di 10 “giga hertz”, ovvero un miliardo di hertz. Allora, fino al 1940 il fondo naturale era 0,002 volt per metro.

Qual è la soglia massima da rispettare?

Attualmente il tetto legale in Italia (e siamo il paese più basso a livello europeo) è di 6 volt per metro. In realtà spesso lo superiamo abbondantemente.

Con il 5G può crescere fino a 61 volt per metro (V/m). Negli Stati Uniti in questo momento le norme parlano di 61 V/m. Ci sarà un incremento esponenziale quando si passerà al famoso internet delle cose e avremo gran parte degli oggetti connessi l’uno con l’altro con la rete internet. Questo è inevitabile, non possiamo combatterlo:  è la direzione in cui si è incamminato l’uomo.

Che ruolo hanno i satelliti in tutto questo?

Nei prossimi 2-3 anni si prevedono 20 mila nuovi satelliti con 200 miliardi di oggetti trasmittenti, quelli connessi alla domotica.

Stanno lanciando 40 mila satelliti a bassa quota (100-150 km), 200.000 satelliti starlink per potere avere internet ovunque (il progetto di Elon Musk) e 20.000 satelliti per coprire con il 5G completamente tutto il Pianeta. 

Questo per coprire ottimamente non solo le zone ad alta intensità abitativa ma l’Amazzonia e il Sahara.

Che effetto hanno i campi elettromagnetici sulle cellule, e qual è il suo parere al riguardo?

I campi elettromagnetici inducono una reazione nelle cellule. Ricollegandoci al  linguaggio elettromagnetico dell’acqua, aggiungo che, come sappiamo, i neuroni trasmettono segnali attraverso correnti elettriche, quindi il nostro corpo è pervaso naturalmente di correnti elettriche e piccoli campi elettromagnetici. Gli effetti sono ad esempio un aumentato rischio di glioma, un tumore maligno al cervello. Di conseguenza, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato i campi elettromagnetici come possibili cancerogeni per l’uomo.

La maggior parte degli studi che rassicurano che tutti questi campi elettromagnetici non ci creano danni, tra cui il progetto “Interphone” – fondamento delle posizioni dell’OMS – hanno ricevuto finanziamenti da soggetti privati tra cui gli stessi gestori della telefonia mobile.

Si è scoperto che ben 6 su 7 componenti della commissione dell’OMS ricevono regolarmente finanziamenti per le loro ricerche da gestori di telefonia mobile. 

D’altronde da parte del governo italiano non mi risulta sia stato richiesto alcun parere sanitario sul 5G. L’INAIL dichiara di non aver alcuna documentazione sulla sua sicurezza del 5G; il Ministero della salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5G dal Ministero dello sviluppo economico, il quale risponde che la documentazione richiesta non è di sua competenza; l’Istituto Superiore della Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver risposto all’AGCOM che richiede la semplificazione delle procedure di installazione.

Quello che voglio dire è che il progresso è certamente importante ma andrebbe tenuto sotto controllo. 

L’obiettivo del mio discorso è comunicare che bisogna avere consapevolezza di quello che stiamo facendo, per proteggerci da tutte queste variabili, cosa che possiamo fare lavorando sull’omeostasi del corpo: rafforzando il nostro sistema di auto protezione naturale.

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5 passi verso la sostenibilità. Intervista a Luigi Gabriele

5 passi verso la sostenibilità. Intervista a Luigi Gabriele

Luigi Gabriele è il presidente di Consumerismo e di Visionari, associazioni no profit che si occupano di divulgazione scientifica e tecnologica.

Fa parte dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico ed è ospite abituale a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche.


Si batte da sempre in difesa della tutela dei consumatori e con le sue competenze ha risolto casistiche di ogni genere in favore degli utenti di tutti i settori di consumo.

Dottor Gabriele, che libro ha tra le mani e come mai lo ha portato con sé oggi?

Questo? “Un Green New Deal Globale” di Jeremy Rifkin, pensi che certe volte mia moglie mi dice “ma è mai possibile che te lo porti ovunque?”. Lo lascio da tutte le parti, certe volte ho inciampato anche perché lo avevo messo nei posti più assurdi…

Devo dire che è diventato la mia Bibbia, ecco perché l’ho portato anche a questo incontro con voi di Avangard. Si tratta di uno di quei libri che hai bisogno di leggere e rileggere, controllare e ricontrollare in continuazione quando pensi che ti sia sfuggito un passaggio. Ma soprattutto ti fa venire ispirazioni.

Che genere di ispirazioni?

Le ispirazioni che ti spingono a capire, ad esempio, che cosa significa il tema del nostro incontro di oggi: “la casa del produttore intelligente”.

Qual è il modo di essere intelligenti? E poi, cosa si intende per casa? Si tratta dell’immobile in cui viviamo o ci riferiamo a un concetto di casa in senso lato, quindi esteso all’unica casa di cui disponiamo realmente?

Immagino che lei si riferisca al nostro Pianeta. Secondo lei che collegamenti ci sono tra progresso tecnologico e emissioni di CO2? Le due cose sono inscindibili?

Come scrive Rifkin nei suoi testi, io credo che in questo esatto momento della storia dell’umanità, l’uomo si trovi all’apice della propria evoluzione tecnologica.

Negli ultimi 15 anni della sua esistenza il genere umano ha generato un progresso mai visto prima. Abbiamo raggiunto l’ipervelocità, siamo in grado di raggiungere 1200 chilometri orari. La robotica si è ibridata con il cervello umano. Elon Musk è riuscito ad innestare nel cervello un microchip in modo tale che l’uomo possa finalmente diventare l’uomo bionico che ci hanno fatto immaginare qualche anno fa.

Con l’editing genetico possiamo editare il genoma umano: pensate a Sofia, un’umanoide che ha raggiunto un livello di consapevolezza tale che un governo ha dovuto rilasciarle la cittadinanza.

Tutto questo, però, necessita di un’incredibile quantità di energia. Troppa.

I costi ambientali del nostro progresso sono così alti?

Non lo si può negare. Sappiamo tutti che si avvicina una catastrofe di portata planetaria.

È come un asteroide, ma che ti colpisce dall’interno. E quell’asteroide siamo noi.

Dal 1790 sono state prodotte 240 miliardi di tonnellate di CO2. Dobbiamo rimanere al di sotto dell’aumento di un grado e mezzo della temperatura. In caso contrario alcuni ecosistemi non saranno più sostenibili.

Quanto tempo abbiamo per invertire questo trend?

Possiamo emettere ancora soltanto 300 miliardi di tonnellate di CO2. Se le dividiamo per ciò che il nostro pianeta è in grado di sostenere (40 miliardi l’anno), allora ci rimangono solo 7 anni prima di danneggiare irrimediabilmente il nostro ecosistema.

E cosa possiamo fare per bloccare questo processo? Esistono soluzioni realmente perseguibili?

Dobbiamo scegliere un modello economico sostenibile in ogni senso, sia dal punto di vista finanziario che ambientale.

Negli ultimi tempi oltre ad ispirarmi a Rifkin ho dedicato molta attenzione a un altro grande scienziato e pensatore della nostra contemporaneità che si chiama Yohan Rockstrom. Rockstrom ha individuato le 9 motivazioni per le quali il nostro pianeta ha superato tutti i livelli massimi della sua sostenibilità. E ci ha fornito delle soluzioni da adottare in 5 passaggi.

Ma dobbiamo adottarle tutti insieme, non esclusivamente i vari governi internazionali. Solo così i risultati possono essere all’altezza del problema che stiamo affrontando.

Quindi si tratta anche di comportamenti individuali?

Assolutamente. Innanzitutto potremmo adottare modelli sostenibili per le nostre abitazioni, riducendo così il nostro consumo energetico. Pensiamo alle implicazioni economiche. Bastano 2 gradi in meno per arrivare addirittura ad un vantaggio del 20% sulla bolletta elettrica e del gas.

In seconda battuta dobbiamo cambiare le abitudini alimentari.

Crediamo che la maggior parte delle emissioni sia dovuta ai trasporti, ma in realtà la metà dell’inquinamento atmosferico è legata al settore dell’alimentazione. Che ovviamente poi incide anche sui trasporti, se consideriamo lo sforzo logistico globale.

Per questo motivo, l’assunzione di proteine di origine vegetale deve assolutamente superare di gran lunga quella di origine animale. E le soluzioni pratiche esistono già.

Può farci un esempio?

Certamente. Esiste una start up a Barcellona che sta sviluppando con la stampa 3d la produzione di carne stampata digitalmente. Sono proteine artificiali che hanno un effetto molto più vantaggioso di quelle di natura animale e con una resa estremamente maggiore sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che di quella biologica.

Quarto punto: dobbiamo ripopolare la flora ambientale. Dobbiamo piantare più alberi possibile. Ognuno nel suo piccolo può aiutare: basta pensare alle festività. Il mio è un invito a regalare alberi a qualcuno anziché fare i soliti regali.

Ma la cosa più importante da fare adesso è certamente cercare di eliminare i rifiuti, anche adottando una gestione circolare.

Dunque è in questo modo che riusciremo a costruire la casa del consumatore intelligente?

Esattamente. Noi di Consumerismo, in qualità di associazioni di consumatori, ci siamo impegnati a dare il nostro contributo per raggiungere uno degli obiettivi per la sostenibilità: quello di adottare modelli di produzione e di consumo più responsabili.

Lo facciamo in tante forme, tra le quali la divulgazione, ecco perché quando vado in giro invito tutti ad aderire al nostro Manifesto della sostenibilità consumeristica.


Si tratta di mettere insieme, ognuno con la propria competenza, delle indicazioni e delle direttive da offrire ai cittadini, a tutti. Reputo fondamentale fornire innanzitutto soluzioni comportamentali ai singoli individui.

Il compito di chi tutela i consumatori è fare divulgazione scientifica e tecnologica per semplificare e ottimizzare il sistema di produzione e consumo mondiale. Ognuno di noi può dare un grande contributo per fare in modo che il nostro pianeta diventi una casa perfetta.

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Laïoung testimonial delle Avangard Green Lantern 2021

Laïoung testimonial delle Avangard Green Lantern 2021

Giuseppe Bockarie Consoli, in arte Laioung, è un rapper italiano con origini londinesi e del Sierra Leone. Molti di voi lo conosceranno sicuramente, grazie alle hit “Giovane Giovane”, “Milano City Gang” e “Fuori (Je So Pazz)”, che lo hanno reso popolare in Italia.

Nel 2021 è stato testimonial del progetto Avangard Green Lantern (in collaborazione con CETRI-TIRES) che vede la donazione delle lanterne ad accumulo fotovoltaico ai bambini che vivono in condizioni di povertà energetica.

L’artista, che per il suo passato riesce a incarnare culture diverse, ha ribadito l’importanza della solidarietà sul palco dell’Hotel Barcelò di Roma, durante il Meeting di fine anno di Avangard, 4 e 5 dicembre 2021.

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